La mobilità e l’ottimizzazione del trasporto merci transfrontaliero rappresentano una sfida e un’opportunità cruciale per lo sviluppo del nostro territorio. Di seguito vi proponiamo un’interessante nota a cura di Walter Finkbohner, che fa il punto sulle innovative soluzioni logistiche svizzere esaminate da una delegazione di esperti lombardi e piemontesi durante una recente visita oltreconfine. A questo importante momento di studio e di confronto istituzionale hanno preso parte, in rappresentanza del GAL Laghi e Monti, il Presidente Marco Cerutti e Arturo Lincio.
Proponiamo di seguito una riflessione di Walter Finkbohner, noto esperto svizzero nel settore dei trasporti.
La Svizzera è nota anche in Italia per la sua eccellente mobilità pubblica. Un’interessante osservazione a riguardo è stata fatta dall’esperto di trasporti Thierry Müller a Zurigo, dove l’immigrazione di giovani famiglie e singoli individui italiani è particolarmente forte: “Non appena i giovani arrivano a Zurigo, con i suoi tram, filobus e la S-Bahn (treni suburbani), rinunciano all’auto, che in Italia è considerata obbligatoria”. “Lo fanno per comodità e perché è più economico”, ha appreso durante i suoi colloqui.
Ci sono novità dalla Svizzera anche per quanto riguarda il trasporto merci, di cui si sono informati gli esperti del progetto INTERREG SWITCH provenienti da Milano, Torino e dal Ministero dei Trasporti di Roma. I 14 esperti, sotto la guida del responsabile del trasporto merci della Regione Lombardia Francesco Bargiggia, sono stati accolti da Markus Traber, responsabile della mobilità globale della Direzione dell’economia pubblica del Cantone di Zurigo. Il Cantone è interessato alla collaborazione con i vicini meridionali, così come esistono già contatti diretti con il Baden-Württemberg. La conoscenza del mercato è importante per il traffico di transito attraverso la Svizzera: “bisogna conoscersi e collaborare”.
Un fulgido esempio per il traffico svizzero è Railcare, la divisione ferroviaria merci della COOP, che da alcuni mesi serve il centro di Zurigo dal magazzino di Schafisheim tramite treni merci con container. Da lì, i camion portano i container frigo direttamente alle filiali COOP. In questo modo si risparmiano 58.000 viaggi in camion all’anno in autostrada. Un modello che potrebbe essere copiato anche in Italia, dal momento che due “linee Railcare” servono da Briga diverse filiali nel Vallese, un “terminal” piccolo ma importante a soli 30 minuti di treno dalla piemontese Domodossola.
Gli ospiti provenienti dal vicino sud si sono interessati anche al sistema mobile “Midi-Container ACTS”, che anche nella Svizzera italiana contribuisce a ridurre il traffico sulle strade. I “Midi-Container per le merci più diverse” possono essere trasferiti dalla strada ai vagoni ferroviari dall’autista del camion – come avviene per la COOP – con poche e semplici mosse. L’aspetto più importante del sistema è che i conducenti di camion devono percorrere distanze più brevi, riducendo così i costi di trasporto. Un’applicazione ideale è rappresentata dai trasporti nel settore del “riciclaggio” di materiali da costruzione. Attualmente si sta discutendo del trasporto di 15.000 tonnellate di vetro da Zurigo all’azienda Eurovetro di Origgio (Varese). Un compito pratico per il progetto INTERREG “SWITCH”.
Estremamente interessante è stata la visita conclusiva al grande scalo di smistamento della Limmattal (RBL) vicino a Zurigo: lì, ogni giorno, soprattutto di notte, vengono smistati fino a 2.500 carri merci e assemblati in treni. Raggiungono le loro destinazioni al mattino, come ad esempio la grande azienda “LONZA” nel Vallese. Circa 350 dipendenti lavorano 24 ore su 24 nel RBL. Inoltre, interi treni di diverse compagnie ferroviarie transitano attraverso la stazione di smistamento lunga 4,5 km. La stazione è stata inaugurata 12 anni prima dello scalo di smistamento di Domodossola II e viene costantemente aggiornata con le tecnologie più recenti. Tuttavia, il trasporto di carri merci singoli o di gruppi di carri non è più nell’offerta delle ferrovie italiane, cosa che colpisce duramente Domodossola II.
Walter Finkbohner
